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Informazioni utili e chiarimenti sugli strumenti della mia professione

Che cos'è la Valutazione NeuroPsicologica?

L'unico esame diagnostico del funzionamento cognitivo-comportamentale

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La valutazione neuropsicologica è un esame clinico-diagnostico,  che permette di indagare e misurare la funzionalità dei diversi domini cognitivi (come ad esempio la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le funzioni visuo-percettive, le funzioni esecutive etc.). L'obiettivo primario è fornire un profilo del funzionamento cognitivo attuale della persona, nei suoi punti di forza e debolezza. Si rivolge ad ADULTI e BAMBINI. 

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Come si struttura l'esame?

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1. Colloquio preliminare

Inizialmente vengono raccolte le informazioni clinico-anamnestiche sulla storia di vita del paziente, adulto o bambino, sia da un punto di vita medico che cognitivo-comportamentale. Viene analizzata la modalità di invio e si conduce una prima osservazione comportamentale. Ci si avvale anche di un colloquio distinto con i caregivers (famigliari, amici) per raccogliere e/o confrontare informazioni sullo stato di salute della persona.

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2. Somministrazione dei test neuropsicologici

Gli strumenti di valutazione utilizzati sono i test neuropsicologici, la cui somministrazione permette di ottenere una misura quantificabile della prestazione della persona e di classificarla attraverso una scala numerica o un sistema categoriale. I dati raccolti vengono interpretati e espressi sotto forma di un referto, fornendo una diagnosi attendibile e indicazioni per un eventuale progetto riabilitativo.

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3. Colloquio di Restituzione

In presenza dell'interessato e/o di un eventuale familiare, viene delineato quanto emerso dalla valutazione condotta. Sono descritte le ripercussioni che gli eventuali deficit possono avere sulla vita quotidiana e sul funzionamento globale della persona, oltre che indicazioni per un eventuale piano riabilitativo.

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

Alla base di questo fondamentale programma riabilitativo vi sono due specifiche qualità del sistema nervoso: la plasticità cerebrale e la riserva cognitiva. Il primo termine indica la capacità dei neuroni di far fronte a cambiamenti e sollecitazioni ambientali, modificando le connessioni strutturali e l'architettura cerebrale. Il tutto strettamente connesso con la cognitive riserve, ovvero il grado di resilienza del cervello ad un eventuale danno neuropatologico, influenzato da fattori quali il livello di scolarità, il tipo di professione svolta e lo stile di vita adottato.


Un buon intervento di riabilitazione neuropsicologica sfrutta a proprio vantaggio queste caratteristiche del cervello, costruendo su misura un programma di potenziamento delle abilità cognitive, utilizzando in base alla fase di sviluppo, attività di stimolazione cognitiva carta e matita o avvalendosi di software al computer. Spesso, il tutto viene mediato anche attraverso il gioco ludico. Si può optare per interventi singoli o di gruppo.

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Si rivolge ad ADULTI:

  • Cerebrolesione acquisita (trauma cranico, ictus, epilessia, encefalopatie, malattie oncologiche)

  • Malattie neurodegenetative (malattia di alzheimer, demenza fronto-temporale, demenza vascolate, sclerosi multipla). 

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Si rivolge a BAMBINI/ADOLESCENTI:

  • ADHD Iperattività e Disturbi dell’attenzione

  • Disabilita intellettiva

  • Disturbi dell’apprendimento (DSA)

  • Disturbo dello spettro Autistico 

In cosa consiste la Riabilitazione Neuropsicologica?

L'intervento specifico per le abilità cognitive

RIABILITAZIONE

Sostegno Psicologico: di cosa si tratta?

“È nel momento in cui mi accetto così come sono che io divengo capace di cambiare”. (Carl Rogers)

Ognuno di noi può attraversare dei momenti difficili da gestire, particolarmente stressanti o di fonte cambiamento. Solitamente, anche se non ce ne rendiamo conto, mettiamo in pratica delle risorse che ci permettono di superare una crisi, quindi di voltare pagina e di stare meglio. Tuttavia alcune circostanze possono diventare motivo di grande disagio e sofferenza, determinando una minore capacità di fronteggiare la difficoltà, impoverendo le nostre risorse e facendoci sentire inghiottiti dal problema.  Basti pensare ad alcune situazioni per comprendere l'impatto che possono avere sulla nostra salute mentale:

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  1. L'inizio di un nuovo lavoro o dell'Università 

  2. Un licenziamento

  3. Una bocciatura ad un esame

  4. Un lutto di una persona cara

  5. La fine di una relazione sentimentale

  6. La nascita di un figlio

  7. La diagnosi di malattia grave

  8. Il pensionamento

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Tutti rappresentano momenti di cambiamento importante che possono mettere in crisi le persone. 

Il sostegno psicologico è un intervento la cui finalità è la gestione della difficoltà specifica,  individuando e sviluppando migliori capacità di soluzione e regolazione emozionale, facendo leva sulle risorse che la persona ha già in sé.

Il tutto è un processo di crescita e scoperta di sé, e nelle mie sedute cerco di promuovere un cambiamento comportamentale nella persona che ho di fronte, incoraggiandola a considerare le cose da un punto di vista differente. Metto i miei strumenti e la mia esperienza professionale al servizio dei miei pazienti, per aiutarli a rialzarsi.

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L'intervento di Sostegno Psicologico al Caregiver

La riduzione dello stress assistenziale, la strada per stare meglio e per gestire le cure rivolte al proprio caro

La cura e l’assistenza di una persona con disabilità cognitive, comportamentali o con psicopatologia conclamata,  non è un percorso semplice e esente da difficoltà. Con il termine "caregiver" ci si riferisce a  colui che si prende cura, di una persona malata, spesso non autosufficiente. Questo vale sia nel caso di adulti che per bambini.   

Spesso l'equilibrio psicofisico di chi presta le cure, a lungo andare, è sottoposto ad un carico di sofferenza, disagio, affaticamento, stress, che ha delle ricadute considerevoli in termini psicologici. Nonostante l'affetto che si prova verso il proprio caro, il suo essergli vicino, assistendolo spesso quotidianamente, può sfociare in una condizione di burden assistenziale, cui può far seguito una sintomatologia psicologia conclamata di tipo reattivo come depressione, burnout e ansia.

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L'intervento di sostegno psicologico al caregiver, è mirato a supportare la famiglia fin dalle primissime fasi di trattamento, continuando a farlo durante tutto l’iter riabilitativo, per verificare le difficoltà emotive dei familiari e il loro grado di adattamento alla disabilità del loro caro. Il tutto fornendo un supporto mirato e tarato sulle specifiche condizioni del tessuto famigliare e del paziente stesso.

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TERAPIA COGNITIVA E COMPORTAMENTALE PER  L'ETA' EVOLUTIVA

Il gioco è il lavoro dell’infanzia. (J.Piaget)

La terapia cognitivo comportamentale in età evolutiva è un tipo di intervento strutturato e basato sui principi di una stretta relazione tra pensiero, emozione e comportamento, tre aspetti centrali del funzionamento dell’individuo che interagiscono in continuazione e si influenzano reciprocamente.  L'obiettivo principale è l'identificazione del disagio e l'analisi del problema presentato a livello emotivo, dei comportamenti disadattivi e di tutti i meccanismi cognitivi da modificare considerando l’ età cronologica e il livello di sviluppo cognitivo-emotivo-affettivo. Il bambino/adolescente, la famiglia e la scuola vengono coinvolti nel processo di diagnosi e trattamento in maniera attiva e partecipativa. 

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Si rivolge in modo specifico per bambini e/o adolescenti con:

  • ​Disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta

  • ADHD Iperattività e Disturbi dell’attenzione

  • Disabilita intellettiva

  • Disturbi dell’apprendimento​

  • Disturbi delle nutrizione e dell'alimentazione

  • Disturbi depressivi in età evolutiva

  • Disturbi d'ansia in età evolutiva

  • Disturbi ossessivo-compulsivi e disturbi correlati

  • Disturbo di Tourette, Disturbo persistente da tic motori o vocali, Disturbo transitorio da tic

  • Disturbi dell'evacuazione 

 

La terapia attraverso il gioco, il disegno, il gioco di ruolo o attività ludico-simboliche si focalizza su tutti i pensieri, i sentimenti, le fantasie, la paure e le emozioni del bambino, in stretta relazione al suo contesto di vita. Questo con l'obiettivo di aiutate e sostenere il bambino o adolescente ad osservare, riconoscere e accettare le proprie emozioni, per poi ristrutturare e/o modificare i pensieri disfunzionali alla base, con ricadute inevitabili sul comportamento. Vengono proposte strategie e tecniche di intervento adattate in base alla competenze e lo stadio di sviluppo, oltremodo dimostrate a livello empirico-sperimentale.
 

SOSTEGNO PSICOLOGICO
Caregiver
EVOLUTIVA

Diagnosi e trattamento psicoterapeutico per le neurodiversità

I differenti processi di maturazione neurobiologica oltre una visione modulare, per comprendere e valorizzare ogni traiettoria del neurosviluppo.  

Non esiste un unico funzionamento neurobiologico del cervello, ma molteplici traiettorie del neurosviluppo in cui entrano in gioco fattori genetici, ambientali, contestuali e potenziali. In un In un’ottica neurocostruttivista  (Karmiloff Smith, 1998), lo sviluppo cerebrale e di conseguenza le abilità cognitive e socio-emotive/relazionali associate, dipende da una serie di potenzialità innate ma non solo (anzi). Queste a contatto con un ambiente adattivo e funzionale, consentono di dare via via significato alle informazioni a cui siamo esposti formando la base per lo sviluppo delle nostre capacità e della nostra identità. Con Neurodiveristà si fa riferimento a tutte le possibili variazioni naturali e neurobiologiche del processo di maturazione del sistema nervoso di una traiettoria del neurosviluppo di un individuo. Per cui non si parla di malattia, ma di una condizione sintomatologica afferente a quella traiettoria del neurosviluppo e quel funzionamento neuro-bio-psico-sociale dell'individuo. Vi rientrano l'ADHD, la Plusdotazione, l'Autismo e i DSA (disturbi specifici dell'apprendimento), ma non solo.

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Comprendere il proprio funzionamento è fondamentale per riuscire a vivere una vita dotata di significato e rappresenta un diritto di ogni individuo.

  1. Pertanto, l'accertamento diagnostico rivolto a BAMBINI E ADULTI per sospetta neurodiversità consiste in un percorso di diagnosi mediante la somministrazione di questionari e test standardizzati, interviste semi-strutturate con il paziente e i suoi famigliari, colloqui clinici approfonditi e se necessario la richiesta di esami strumentali.

  2. Il percorso di Psicoterapia rivolto a persone neurodirvergenti necessariamente deve tenere conto delle potenzialità, delle caratteristiche e delle vulnerabilità del profilo di sviluppo. Per cui si opta per un funzionale adattamento specifico.

neurodiversità
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